GHIACCIO MARINO

IItaly-Flag-icon32l ghiaccio marino, noto anche come banchisa (pack-ice) deriva dal congelamento dell’acqua di mare e si accresce e contrae secondo un ciclo annuale con valori massimi di estensione nel mese di marzo
(inverno), in cui raggiunge i 15 milioni di km2 e valori minimi in settembre (estate), in cui scende a 6,5 milioni di km2 . Pertanto la maggior parte del ghiaccio marino non supera l’anno di età.

Il ghiaccio marino si forma quando la temperatura è minore a -1,8°C e copre circa il 7% della superficie di tutti gli oceani e svolge un ruolo significativo nella circolazione atmosferica ed oceanica, riducendo la quantità di energia solare assorbita dalla Terra e condizionando I trasferimenti di calore tra oceano e atmosfera.

La formazione del ghiaccio avviene inizialmente attraverso pic
coli cristalli le
nticolari di acqua pura, I quali formano un aggregato di ghiaccio grazie alla loro unione.

Ci sono molti tipi di ghiacci:

  • fast-ice, ovvero banchisa costiera: una parte di essa che resta più a lungo saldata al margine del continente (occupa una fascia di molte decine di chilometri di larghezza, ancorata per centinaia di chilometri lungo la costa);
  • ice-foot, ovvero piede di ghiaccio: sottile striscia di ghiaccio residuale ottenuta dal distacco della banchisa costiera;
  • multi-year fast-ice: ghiacci marini pluriennali (parte della banchisa costiera che permane anche nei mesi più caldi), più spessi e resistenti rispetto a quelli annuali;2
  • congelation-ice: aghetti ottenuti con la crescita di cristalli in acque stabili;
  • greece-ice: placchette di ghiaccio che conferiscono un aspetto oleoso all’acqua di mare ottenuti con la crescita di cristalli in acque stabili;
  • frazil-ice: poltiglia di ghiaccio formata in acque più agiate al di sotto della superficie;
  • pancake-ice: sottili lastre tondeggianti di ghiaccio a focaccia che si muovono sulla superficie scontrandosi tra loro;
  • floes: frantumazione della banchisa in lastre a causa dell’aumento di spessore;
  • pressure ridge: creste di pressione formate grazie alle lastre della banchisa che trasportate dai venti e dalle correnti si scontrano e si sovrappongono.
Immagine
Pressure-ice

L’estensione, il comportamento, la velocità di spostamento e altre caratteristiche dei ghiacci marini sono oggi rilevate sistematicamente grazie a sensori montati su satelliti artificiali.

FAUNA

Italy-Flag-icon32Nei luoghi artici la classe più presente è quella degli uccelli, infatti se ne possono trovare più di trenta specie, di cui la maggior parte arriva all’ inizio della stagione estiva, allo scopo di riprodursi e far crescere i piccoli al sicuro, e migra verso posti più caldi all’inizio dell’inverno.

La fauna mammifera è rappresentata da poche specie:orso

  • l’orso polare, simbolo delle regioni artiche, è probabilmente la specie più
    famosa.

L’orso polare è la specie d’orso più grande e si distingue dalle altre specie per la sua pelliccia tipicamente bianca e per la sua forma allungata adatta alla vita acquatica.

È onnivoro, ma si nutre principalmente di foche, di cui mangia solo il grasso e la pelle, lasciando il resto ad altri.

  • La volpe artica è un altro mammifero presente nel circolo polare artico, anch’essa è onnivoro, in quanto si nutre anche di vegetali, anche se prefvolpeerisce la carne di piccoli animali e durante l’inverno quando questi scarseggiano mangia i resti delle prede dell’orso polare.

Una particolarità di questo animale è la sua pelliccia che cambia colore a seconda della stagione per camuffarsi meglio dai predatori e per mimetizzarsi durante la caccia.

  • L’unico mammifero terrestre è il caribù, poiché sia gli orsi sia le volpi cacciano spesso sui banchi di ghiaccio alla ricerca di mammiferi marini. È erbivoro e anch’esso migra a sud prima che inizi l’inverno per fissarlo in luoghi più riparati.caribu

Molti atri mammiferi vivono alle Isole Svalbard o nel mare che le circonda come la balena della Groenlandia, o diversi tipi di foca tra cui la foca della Groenlandia è in pericolo d’estinzione.

OCEANO ARTICO

Italy-Flag-icon32Il Mar Glaciale Artico si estende attorno al Polo Nord ed è compresogtr tra le coste settentrionali dell’Europa, dell’Asia e dell’America.

Esso occupa un bacino circolare che si estende per circa 14 milioni di km2 e comprende il mare di Groenlandia, il mare di Norvegia, il Mare del Nord e il Mare di Barents.

ll fondale è caratterizzato morfologicamente da quattro vasti e profondi bacini, separati da alcune dorsali sottomarine parallele.

La dorsale più lunga è quella di Lomonosov che si estende per 1700 km, dalla Siberia all’estremità nordoccidentale della Groenlandia. Essa taglia l’Artico in due parti: il bacino Euroasiatico (o di Nansen) e quello Nordamericano.

Le altre due dorsali sono meno estese: la cordigliera Alfa, sul lato americano, delimita il bacino canadese da quello di Makarov; la cordigliera di Nansen invece delimita il bacino Fram da quello euroasiatico.

Il punto più profondo dell’ oceano si trova a 5450 m, ma la profondità media del Mar Glaciale Artico è di soli 1500 m: i fondali più bassi si trovano in corrispondenza della vasta estensione della piattaforma continentale lungo le coste siberiane e scandinave.

Il maggior flusso di acquain entrata viene dall’oceano Atlantico, grazie alla corrente norvegese, che scorre lungo la costa dell’Eurasia.

Grazie allo Stretto di Bering, invece, Il Mar Glaciale Artico è collegato all’oceano Pacifico .

La maggior parte dell’acqua in uscita passa attraverso la corrente orientale della Groenlandia.

La temperatura e la salinità variano stagionalmente e seguono l’andamento della formazione e dello scioglimento dei ghiacci. Siccome la magtggior parte della superficie del Mar Glaciale Artico è ricoperta da ghiaccio perenne, la temperatura rimane sotto lo zero per quasi tutto l’anno.