Responsabili: Samanta Z., Ilaria Z.

Il suolo nelle regioni artiche, a causa delle basse temperature,  è ricoperto dal permafrost. Con questo termine si intende del terreno congelato (non necessariamente contenente acqua) per almeno due anni consecutivi.

Al di sopra del permafrost permanente si può trovare uno strato di suolo detto “strato attivo superficiale” con una estensione in profondità che può variare da pochi centimetri a diversi metri.IMG_20160718_211940

Lo strato attivo superficiale è sensibile alle variazioni stagionali della temperatura, arrivando a scongelarsi in parte durante il periodo estivo per poi ricongelare d’inverno. Lo strato più profondo dove si trova il permafrost vero e proprio, è più congelato dal tempo dell’ultima glaciazione, avvenuta circa 10 000 anni fa. E’ quindi un importante testimone della glaciazione conservatosi fino ai giorni nostri.

La presenza di flora è possibile soltanto sullo strato attivo superficiale, in quanto lo sviluppo di forme viventi può avvenire solo su terreni che siano scongelati (con presenza di acqua allo stato liquido) per almeno una parte dell’anno.

Un effetto importante del cambiamento climatico nell’artico è il progressivo aumento del fenomeno dello scioglimento del permafrost delle regioni polari. Questo processo determina una riattivazione dei processi biologici nel suolo e una conseguente liberazione del carbonio che era immagazzinato in forma organica. Si stima che la quantità complessiva di carbonio contenuto nel permafrost sia superiore a quello attualmente presente in tutte le foreste del pianeta. Il progressivo riscaldamento globale a cui stiamo assistendo in questi anni, sta accelerando questo processo.

Nelle Svalbard, il monitoraggio del permafrost si sta svolgendo in diversi pozzi di trivellazione, incluso a Janssonhaugen, località a circa 20 km da Longyearbyen. Lo scioglimento del permafrost può danneggiare costruzioni, infrastrutture e i fianchi delle colline possono diventare instabili e questo aumenta il rischio di frane dove il terreno precedentemente ghiacciato si scioglie.

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La punta della trivella a mano realizzata dal progetto RESEt che verrà utilizzata alle Svalbard

Le misure che faremo durante la spedizione saranno:

  1. misureremo la profondità dello strato attivo soprastante il permafrost i diversi siti. Grazie all’utilizzo di una trivella appositamente realizzata
  2. misure di T nello strato attivo e nel permafrost nell’arco di 5-6 mesi fino a Marzo 2017. A tale scopo realizzeremo dei fori in cui inseriremo quattro termocroni (strumenti capaci di misurare e memorizzare le temperature per diversi mesi). Questi strumenti verranno poi recuperati e inviati in Italia dalla nostra guida