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Il progetto RESEt è nato all inizio dell’anno scolastico 2014. In quelle settimane eravamo tutti molto incoscienti di quello che ci aspettava. Semplicemente non avevamo nemmeno una lontana idea.

Cioè non era proprio così, nel senso che sapevamo che sarebbe stata dura, incerta e bella, ma l’ordine di grandezza di queste emozioni ci era totalmente sconosciuto. Non sapevamo ‘quanto’ sarebbe stata tutte quelle cose lì insieme e se avessero provato a chiedercelo, sicuramente ci saremmo sbagliati. Avremmo ipotizzato una quantità enormemente più piccola di quello che poi effettivamente è stato e ora possiamo testimoniare. Infatti è stato tutto molto ma molto più difficile, incerto e bello di quanto tutti noi (genitori inclusi) potevamo sospettare.

Mi ricordo che in quei giorni di massima euforia cercavamo di ragionare sul possibile significato educativo. Facevamo delle riflessioni sulle conseguenze che un progetto di questo tipo poteva dare a degli studenti di scuola, a un insegnante e a tutta la scuola. C’è stato un periodo in cui tra di noi ci ripetevamo una domanda, una delle tante relative all’educazione :
‘Siamo sicuri che insegnare sia qualcosa di simile a spegnere incendi e non invece ad appiccarli?’.

Ecco, oggi leggendo questa notizia di questi scolari australiani mi è tornata in mente quella frase.

12 alunni di una scuola elementare australiana hanno vinto un concorso indetto dal progetto antartico nazionale che metteva in palio un viaggio in Antartide. 12 alunni sono stati per tre ore in una base antartica a visitare e conoscere il lavoro di ricercatori e personale del loro paese e che lì lavorano.

Per 3 ore.

Tre ore sono una una briciola di tempo. Un frammento infinitesimo di tempo nei piani di lavoro delle persone che lavorano a un progetto antartico, ma l’impatto di quei 180 minuti che degli adulti hanno dedicato a dei bimbi possiamo ora, solo lontanamente (molto lontanamente) provare a indovinare.

La notizia è riportata sul sito del ministero del Dipartimento dell’Energia e dell’Ambiente del governo australiano, non (almeno non solo) sul blog della scuola. Questo significa che in quella parte di mondo ci sono degli adulti (anche politici) che hanno sostenuto totalmente questa idea.

Ecco, noi di RESEt oggi festeggiamo questa notizia come se ci fossimo stati anche noi con quei bimbi là in Antartide. E ribadiamo la nostra conclusione sulla domanda di partenza:

Appiccarli. Appiccarli.