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Italy-Flag-icon32Molti si chiederanno cosa ne pensano i nostri genitori del progetto RESEt!

Anche loro, proprio come noi ragazzi, inizialmente, lo ritenevano un progetto un po’
 folle e forse anche impossibile, a causa della meta e dell’elevato costo del viaggio; ma con il passare del tempo, anche loro
 sono entrati all’interno di questa ‘follia’ e hanno compreso l’importanza e la forza della nostra unione.

Credono che sia un’occasione per noi di mettersi in gioco e lanciarsi
 in un’avventura in cui il coraggio non può mancare.
Nonostante sia un’esperienza insolita credono che sia molto utile dal punto di vista della nostra formazione e soprattutto come “grande portone” per il nostro futuro.

Infatti il contesto formativo di RESEt indirizza lo studente a un’ elevata autonomia; è caratterizzato dall’organizzazione, dalla gestione e dagli aspetti economici e di autofinanziamento.

Per riuscire a coprire i costi del viaggio alle Svalbard abbiamo fatto molte attività di autofinanziamento tra cui vendita torte, un servizio di incartamenti di pacchetti regalo nei negozi della nostra città, cene per docenti, feste di compleanno per bambini, vendita di magliette RESEt, di formaggio e molte altre cose.

Anche in queste attività non manca mai il sostegno dei nostri genitori, che ci aiutano molto volentieri e si sentono conivolti e attivi anche loro e in prima persona nel progetto.

Inoltre, anticipa il concetto dell’imprenditorialità (che solitamente viene promosso per giovani di età superiore), che consiste nella ricerca di soluzioni originali ai problemi, grazie alla volontà e alla capacità di organizzazione e alla disponibilità ad andare incontro a rischi, migliorandone così il prodotto finale.

Un altro aspetto di cui dobbiamo occuparci per intraprendere il nostro viaggio è quello della preparazione atletica, in quanto alle Svalbard svolgeremo diverse escursioni.
Per questo abbiamo deciso di organizzare delle uscite in montagna, in compagnia anche dei nostri genitori, per iniziare il nostro allenamento!


United-Kingdom-flag-icon32At the beginning of RESEt our parents, like us teenagers, found the project a little crazy and maybe impossible because the destination was very far and the cost of the trip was quite high.  As time went on they understood the importance of this trip.  They think it’s an adventure and an opportunity to increase our competence and our courage.  They think of RESEt as a way to learn more about ourselves, where the courage mustn’t miss.  In fact, this project can be very important for our future.  Already it has taught us to be autonomous in many facets of the project, in terms of economy and working for an organization.

To be successful with fundraising we have done many activities like selling cakes, wrapping presents for customers in shops of our city, bringing dinner to our teacher, selling RESEt shirts, and selling cheeses, among many other things.  In these activities there is always the support of our parents, because they feel a part of RESET, too.  Moreover, it moves up the idea of business, consisting of new research about some problem, the will and ability of those in our organization to take some risks, always improving the final solution or production.

Another aspect of going to Svalbard is the physical challenge. Because of this we will do some activities and excursions in the mountains, with the company of our parents, to start our training.